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A Partanna con Ciotti per Rita Atria  (27-07-2012)
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Ieri abbiamo ricordato Rita Atria, testimone di giustizia morta nel ’92. Non eravamo in tanti ma la cosa grave è che di Partanna non c'era nessuno. In questa parte di Sicilia c'è ancora molto da fare per demolire il muro di omertà. Libera è in prima fila ma noi e il movimento antiracket non saremo da meno.

Dal sito rosabianca.eu
di Ettore Trozzi

Diciannove anni fa moriva Rita Atria, testimone di giustizia, ragazza coraggiosa e sensibile alle tematiche della giustizia e della legalità. Rita aveva soltanto 17 anni quando, in preda alla paura e al panico, si uccise gettandosi dall’appartamento al settimo piano dove abitava a Roma.

Rita era figlia di un boss mafioso della famiglia Partanna, Vito Atria, ucciso aveva per mano della mafia quando la giovane Rita soltanto 11 anni. Dopo la morte del padre la giovane si legò sempre di più al fratello Nicola e a sua moglie Piera Aiello. Stando a stretto rapporto con il fratello, Rita viene a conoscenza di numerose notizie importante relative alla mafia e alle sue dinamiche a Partanna. Nel 1991 il fratello muore, anch’esso per mano della mafia. Alla sua morte la moglie Piera decide di collaborare con la giustizia.
Rita seguì la cognata e venne ripudiata dalla mamma lo stesso giorno in cui Rita e Piera andarono a deporre in Magistratura, svelando notizie importantissime sulla cosiddetta “Seconda guerra di mafia” che si svolse tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli 80. In questo periodo della sua vita Rita fu abbandonata da tutti: dal suo paese, dalla sua terra, dal fidanzato e dagli affetti famigliari. Trovò nella figura di Paolo Borsellino un padre, una persona carismatica che le poteva offrire speranza, salvezza e comprensione, e per questi motivi si trasferì a Roma alla fine del 1991. Purtroppo il 19 Luglio 1992 lo storico magistrato italiano fu ucciso per ciò che credeva e combatteva. Rita ne rimase sconvolta. Appuntò nel suo diario segreto:

"Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici; la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta."

Affranta e profondamente depressa dalla morte di Borsellino, Rita si tolse la vita soltanto pochi giorni dopo: il 26 Luglio 1992. Rita aveva abbandonato tutto pur di seguire i suoi ideali, i suoi sogni e la sua voglia di cambiare il mondo. Aveva appena 17 anni, eppure era una ragazza matura nella mente e giovane nel cuore, era orgogliosa di aver seguito un esempio di giustizia e amore come Paolo Borsellino. Scriveva nel suo diario:

"Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare…forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo!"

Ce la faremo, Rita.
 
Servizio da Partanna per Rita Atria 
 
 
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