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Liberi dal malaffare e da ogni ipocrita indifferenza  (04-10-2016)
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L’incontro dibattito organizzato da ProfessionistiLiberi il 1° ottobre a Piazza Magione in seno alla XI Fiera del Consumo Critico di Addiopizzo, si è svolto nello scenario naturale di un’ “agorà” all’aperto sotto un grande albero del giardino rivalorizzato dall’investimento collettivo di Addiopizzocard. Dopo un minuto di raccoglimento ricordando le vittime dell’alluvione di Giampilieri e Scaletta Zanclea e del terremoto di Amatrice, si è dato inizio al dibattito sull’Etica e Responsabilità delle Professioni nei processi economici e di governo del territorio.

Dopo una breve introduzione dell’Ing. Andrea Valenti, che ha richiamato la “Carta Eco-Etica dell’ingegneria” ed il primo punto del manifesto di ProfessionistiLiberi, sottolineando quanto riportato nell’art.54 della Costituzione Italiana in merito al ruolo sociale previsto per i professionisti, risultando in particolare che i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, ha avuto inizio il dibattito.

L’Ing. Vincenzo Daino, Consigliere in seno al Consiglio di Disciplina dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo, dopo aver portato i saluti del Presidente ing. Giovanni Margiotta e ricordato il prezioso contributo dato dall’Ordine palermitano nel rafforzamento del ruolo dell’Etica nella professione, ha focalizzato nel Suo intervento le norme e i regolamenti attuali, sottolineandone le novità ma anche le carenze, sia nelle procedure di nomina dei Consiglieri, che nel nuovo ordinamento sono demandate dagli Ordini professionali al Presidente del Tribunale che in assenza di alcuna chiara previsione normativa si limita molte volte a disporne la nomina solo in base all’anzianità di iscrizione agli Ordini, sia nella mancanza di obbligo formativo tecnico-giuridico specifico per gli stessi Consiglieri, sia nella mancanza di una normata procedura di trasmissione degli atti giudiziari ai Consigli di disciplina per i professionisti sottoposti a procedimento giudiziario in assenza di provvedimenti di custodia cautelare.

Nel Suo intervento il Dott. Leonardo Agueci ha richiamato l’impossibilità per il Magistrato ad affrontare la problematica della deontologia nei procedimenti di propria competenza, in quanto la Magistratura ha l’obbligo di perseguire i reati di natura penale, ma non ha strumenti per fare rispettare l’Etica delle professioni, compito demandato agli Ordini e Collegi di competenza, a cui pertanto necessitano, per l’esercizio più completo delle relative funzioni, tutte le relative informative da parte della Magistratura. Tale ostacolo potrebbe essere superato con un protocollo d’intesa tra gli Ordini Professionali, i Tribunali e le Corti d’Appello, rammentando comunque le specifiche peculiarità del procedimento disciplinare e la sua indipendenza da quello giudiziario, nonchè la richiesta attenzione per una corretta applicazione della pregiudiziale penale limitatamente ai casi previsti dalla Legge.

Il Dott. Gianvito Graziano, riallacciandosi all’intervento dell’Ing. Daino, ha sottolineato le carenze della recente “riforma” degli Ordini Professionali e dei Codici Deontologici, evidenziando l’importanza di garantire la qualità nelle progettazioni, dando rilancio all’etica professionale per evitare gli errori del passato, soprattutto per quanto riguarda il governo del territorio. A tal proposito ha messo in risalto l’importanza dell’aspetto della corretta informazione al cittadino sulla progettazione e realizzazione delle opere in considerazione dei connessi interessi sociale ed economico, con particolare riguardo alla programmazione in relazione al rischio idrogeologico e sismico ed alla sua influenza su aree molto vaste del territorio oltre quelle direttamente interessate dalla realizzazione di una singola opera.

Il Prof. Giuseppe Savagnone ha affrontato il quesito sul perché vengono disattese le deontologie professionali, evidenziando  come di fronte all’attuale decadimento nella società civile del “senso del dovere” quale motivazione per il rispetto dei Codici deontologici, è necessario riscoprire gli aspetti motivazionali alla base del vivere la professione con passione e con creatività, che valorizzino l’azione creatrice e le sue interconnessioni con la realtà sociale ed economica, rileggendo quindi il concetto di Etica sottolineando l’aspetto empatico, del senso di felicità, per chi realizza bene il proprio lavoro, distinguendo pertanto il fine dell’arricchimento materiale da quello proprio intrinseco e realizzativo del professionista.

Francesca di Addiopizzo ha concluso parlando dell’investimento collettivo e del ruolo che i professionisti possono avere nella progettazione condivisa con la cittadinanza. Ha portato ad esempio la riqualificazione della Piazza Magione, realizzata dopo un percorso fatto di incontri con i cittadini al fine di scegliere congiuntamente il progetto, realizzato in parte dal Comune ed in parte con il contributo di Addiopizzocard.

Infine il Dott. Giuseppe Collura, Presidente regionale dei geologi, portando i saluti dell’Ordine ha ribadito la volontà di rafforzarne l’impegno sul fronte dell’Etica professionale. L’incontro si è concluso rispondendo alla domanda iniziale “Esiste ancora l’Etica?”: se le progettazioni e le realizzazioni sul territorio saranno di qualità e finalizzate agli interessi della collettività, allora si potrà ancora progredire nel Paese grazie all’Etica professionale.
 
 
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