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Una riflessione sul ruolo delle professioni a 25 anni dalla strage di via D'Amelio  (19-07-2017)
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L’Associazione Professionisti Liberi nel venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio ricorda e rende omaggio al magistrato Paolo Borsellino e agli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Professionisti Liberi ha le sue fondamenta su come il mondo professionale può dare il proprio contributo nel contrastare i fenomeni mafiosi, focalizzando principalmente l’attenzione sul comportamento dei professionisti, sia autonomi che dipendenti pubblici o privati, in relazione alla loro responsabilità nelle attività economiche e di governo del territorio, ai principi dell’Etica comportamentale ed al ruolo sociale dei professionisti previsto nel nostro Ordinamento Statale.

Già Paolo Borsellino, insieme a Giovanni Falcone, indicavano come l’opera di condizionamento delle organizzazioni criminali e mafiose tende ad alimentare e a sfruttare la così detta “zona grigia”, per il cui contrasto è necessario un rafforzamento etico-professionale degli operatori del settore, nonché un adeguamento e coordinamento degli strumenti di prevenzione e di contrasto da parte delle Istituzioni e degli Ordini professionali.

I fenomeni distorsivi derivanti dalla deresponsabilizzazione professionale alimentano i principali fattori involutivi economici alla base della crisi del nostro Paese. Il suo collante fondamentale è la corruzione etica e sociale il cui risultato sono i conseguenti processi di decrescita economica, ma anche, in misura sempre più allarmante, sostanziandosi in uno strumento utile per facilitare il riciclaggio di capitali illeciti ed il controllo economico nelle Istituzioni e sociale nel territorio.

Per promuovere l’apporto positivo delle professioni nell’ambito delle proprie specifiche attività e contrastare i fenomeni corruttivi e mafiosi è fondamentale effettuare scelte e promuovere iniziative in grado di impedire la connessione tra le infiltrazioni criminali e mafiose e la “zona grigia”.

A tale fine è necessario incrementare la diffusione della cultura della legalità, la responsabilità della pubblica amministrazione attraverso dirigenti autonomi e capaci di decisioni che non siano condizionati da interessi non connessi all’esercizio delle proprie funzioni, Ordini professionali ed Istituzioni pubbliche anticorruzione che adempino con efficacia alle proprie funzioni di prevenzione e di perseguimento dei reati penali ed infrazioni deontologiche, Amministrazioni pubbliche che perseguino effettivamente gli interessi della collettività.
 
 
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